WebNovels

Chapter 6 - LA SFIDA CHE NON DOVEVA ESSERE TUA

La prima settimana a Valencrest finì senza che Kael salisse di un singolo punto.

Il suo Indice di Merito Totale oscillava appena sopra la soglia minima. Né abbastanza basso da destare sospetti. Né abbastanza alto da attirare interesse.

Era esattamente dove voleva stare.

Ma Valencrest non permetteva a nessuno di restare fermo troppo a lungo.

La mensa della Classe E era rumorosa.

Non di conversazioni vere, ma di frasi lanciate per occupare spazio. Chi parlava di più cercava di sembrare solido. Chi taceva, spesso veniva spinto a farlo.

Kael mangiava lentamente.

Contava i movimenti attorno a lui. I passi. I vassoi. Gli sguardi.

Quando il silenzio cadde, capì che qualcosa stava per succedere.

Tre studenti entrarono dalla zona riservata alla Classe D.

Non avrebbero dovuto farlo.

Uno di loro — alto, sicuro, uniforme leggermente modificata — si fermò al centro.

«Quindi questa è la nuova Classe E,» disse. «Più piccola del solito.»

Qualcuno rise.

Un ragazzo della Classe E si alzò.

«Non potete stare qui.»

Il ragazzo della Classe D inclinò il capo.

«Possiamo. Se vogliamo.»

Si voltò verso Kael.

«Tu.»

Kael non reagì subito.

Poi alzò lo sguardo.

«Sì?»

«Sei quello dei test.»

Kael rimase neutro.

«Dipende da cosa hai sentito.»

«Che hai perso un combattimento che potevi vincere.»

Mormorio.

Kael posò le posate.

«E allora?»

Il ragazzo sorrise.

«Allora ti sfido.»

Silenzio totale.

Le sfide tra classi erano regolamentate.

Ma non erano giuste.

Un insegnante apparve quasi subito. Non intervenne. Annotò.

«Nome,» disse.

«Rhel,» rispose lo studente di Classe D.

Poi guardò Kael.

Kael esitò un secondo di troppo.

«Kael.»

Il bracciale vibrò.

SFIDA REGISTRATA

Regole proiettate in aria:

Duello fisico simulato

Area chiusa

Punti trasferiti dal perdente al vincitore

Penalità extra per disparità di classe

Kael sentì gli sguardi addosso.

Se rifiuto, perdo reputazione.

Se accetto e vinco, salgo troppo.

Se perdo male, scendo.

Era una trappola elegante.

Kael annuì.

«Accetto.»

L'arena non era grande.

Pareti opache. Pavimento che assorbiva gli urti. Telecamere ovunque.

Rhel si muoveva con sicurezza. Aveva già combattuto lì. Kael no.

«Non preoccuparti,» disse Rhel. «Farò in fretta.»

Kael non rispose.

Il segnale suonò.

Rhel attaccò subito. Diretto. Potente.

Kael arretrò. Scivolò. Cadde su un ginocchio.

Un colpo gli sfiorò la testa.

Dolore reale. Controllato.

Troppo veloce, pensò Kael.

Ma prevedibile.

Kael si rialzò lentamente.

Rhel sorrise.

«È tutto qui?»

Kael fece un passo avanti.

Poi un altro.

Abbastanza da sembrare disperato.

Quando Rhel caricò di nuovo, Kael sbagliò di proposito la distanza. Venne colpito. Cadde a terra.

Mormorio dalle tribune.

Ora, pensò.

Rhel si avvicinò troppo.

Errore.

Kael afferrò il polso. Ruotò il corpo. Non abbastanza da vincere. Abbastanza da bloccare.

Rhel perse equilibrio. Cadde.

Kael lo lasciò subito.

Silenzio.

Rhel si rialzò furioso.

«Che diavolo—»

Riprese l'attacco. Più caotico.

Kael arretrò ancora. Respirava affannosamente. Troppo visibile.

Poi fece qualcosa che nessuno si aspettava.

Si fermò.

Rhel colpì. Kael non schivò.

Cadde.

Il segnale di fine combattimento risuonò.

VINCITORE: RHEL

L'arena rimase muta.

Rhel respirava pesantemente.

«Te l'avevo detto,» disse. Ma la voce tremava.

Kael restò a terra per un secondo in più del necessario.

Quando si rialzò, l'istruttrice parlò.

«Trasferimento punti eseguito.»

Kael guardò il proprio bracciale.

Aveva perso punti.

Ma non molti.

Annotazioni scorrevano sugli schermi degli istruttori.

Controllo dello spazio: alto

Gestione del rischio: anomala

Perdita volontaria sospetta

Rhel uscì dall'arena.

Non guardò Kael.

Quella sera, la Classe E era diversa.

Non migliore.

Più attenta.

Un ragazzo si avvicinò a Kael.

«Perché non hai finito?»

Kael rispose senza alzare la voce.

«Perché non era il mio combattimento.»

«Allora di chi era?»

Kael guardò verso l'alto, dove iniziava l'area della Classe D.

«Del sistema.»

In un ufficio silenzioso, Maera osservava i dati.

«Avrebbe potuto ribaltarla.»

Arden annuì.

«E ha scelto di no.»

«Perché?»

Arden sorrise appena.

«Perché ora Rhel lo eviterà.

E gli altri lo sottovaluteranno.»

Maera incrociò le braccia.

«E se qualcuno lo provoca di nuovo?»

Arden guardò lo schermo.

«Allora sarà una scelta.»

Kael, nel dormitorio, fissava il soffitto.

Il dolore al fianco era reale.

Il risultato, controllato.

Una sconfitta visibile, pensò.

Un messaggio invisibile.

Valencrest aveva preso nota.

E qualcuno, da qualche parte, aveva appena iniziato a chiedersi

perché una sconfitta potesse sembrare così intenzionale.

Fine Episodio 6.

More Chapters