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Chapter 9 - CIÒ CHE NON DOVEVA EMERGERE

La convocazione arrivò alle 22:47.

Non tramite avviso pubblico.

Non con il bracciale.

Con un messaggio diretto.

PRESENTARSI. SETTORE OMBRA. LIVELLO -2.

VALUTAZIONE INDIVIDUALE.

Kael lesse una sola volta.

Poi cancellò.

Troppo presto, pensò.

Ma inevitabile.

Il Settore Ombra non appariva nelle mappe ufficiali.

Un corridoio sotterraneo, luci intermittenti, pareti lisce come se fossero state levigate per cancellare tracce.

Una porta lo attendeva.

Si aprì senza suono.

Dentro, una stanza spoglia.

Un tavolo.

Due sedie.

E una persona.

Non Arden.

Non Maera.

Una donna sui quarant'anni, capelli scuri raccolti, uniforme senza grado.

«Siediti, Kael.»

Non gli chiese il nome.

Kael si sedette.

«Io sono Irena,» disse. «Non sono un'istruttrice.»

Silenzio.

«Non sono qui per valutarti,» continuò. «Sono qui per capire perché sei qui.»

Kael incrociò le mani.

«Ho superato i test.»

Irena sorrise.

«A malapena.»

Kael non replicò.

Il tavolo si illuminò.

Dati. Grafici. Tracciati comportamentali.

«Sai cos'è questo?» chiese Irena.

«Un profilo.»

«No,» disse lei. «È una discrepanza.»

Kael inclinò il capo di pochi millimetri.

«Le tue prestazioni fisiche sono inferiori al potenziale stimato.

Le tue scelte sociali riducono la visibilità.

Le tue decisioni strategiche…»

Fece una pausa.

«…sono coerenti con studenti di Classe B.»

Silenzio.

«Eppure sei in E.»

Kael parlò piano.

«Forse il modello sbaglia.»

Irena lo fissò.

«Il modello non sbaglia. Le persone mentono.»

Irena cambiò schermo.

Un'immagine granulosa apparve.

Un quartiere povero. Baracche. Vicoli.

Kael non reagì.

«Sai dove è stata scattata?» chiese lei.

«Molti posti le somigliano.»

Irena fece scorrere.

Un bambino. Sporco. Occhi attenti.

Kael.

Più piccolo.

Silenzio lungo.

«Quel bambino,» disse Irena, «ha risolto un problema logistico che ha bloccato una rete criminale locale. A dieci anni.»

Kael respirò lentamente.

«Ha avuto fortuna.»

Irena scosse la testa.

«Ha avuto metodo.»

Altro schermo.

Un uomo.

Elegante. Sguardo calmo.

Il viaggiatore.

L'adottante.

Kael serrò le dita.

«Sai cosa mi interessa?» disse Irena. «Non il tuo passato. Ma chi lo ha visto.»

Kael alzò lo sguardo.

«Perché ora?»

Irena sorrise.

«Perché qualcuno ha chiesto se Valencrest stava sprecando una risorsa.»

Silenzio.

«Una risorsa?» ripeté Kael.

«Sì. Tu.»

Irena si alzò.

Camminò dietro di lui.

«La tua famiglia adottiva,» disse. «Due fratellastri. Prestazioni alte. Ambiziosi.»

Kael non si mosse.

«Uno di loro è in Classe A.»

Pausa.

«L'altra… punta alla S.»

Kael parlò, voce neutra.

«Non siamo una famiglia unita.»

Irena tornò davanti a lui.

«No. Siete un esperimento.»

«Questa valutazione non influenzerà il tuo ranking,» disse. «Per ora.»

Kael annuì.

«Ma influenzerà chi ti osserva.»

Si chinò leggermente.

«La domanda è: quanto a lungo pensi di poter scegliere quando perdere?»

Kael la guardò negli occhi.

«Finché non mi conviene vincere.»

Irena sorrise.

«Risposta corretta.»

Quando Kael uscì, il corridoio sembrava più corto.

O forse era lui a camminare più veloce.

Il bracciale vibrò.

AGGIORNAMENTO PROFILO: BLOCCATO

Nessun dettaglio.

Solo una cosa nuova.

STATO: OSSERVAZIONE RISERVATA

In alto, Arden ricevette il rapporto.

Lo lesse in silenzio.

Maera si avvicinò.

«Allora?»

Arden chiuse il file.

«Non è uno studente.»

Maera sospirò.

«È peggio?»

Arden scosse la testa.

«È una variabile indipendente.»

Quella notte, Kael fissò il soffitto.

Per la prima volta da quando era arrivato a Valencrest, non stava pianificando.

Stava valutando.

Hanno collegato i dati, pensò.

Ora devo cambiare ritmo.

Nel buio, un pensiero gli attraversò la mente.

Se salgo…

chi cadrà al posto mio?

Valencrest non aspettava risposte.

Le pretendeva.

Fine Episodio 9.

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