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Chapter 15 - EVENTO DI COMPRESSIONE

L'annuncio non arrivò sotto forma di messaggio.

Arrivò sotto forma di chiusura.

Le porte delle ali principali si sigillarono tutte insieme, con un suono secco, metallico, che rimbalzò nei corridoi come un colpo sparato a distanza ravvicinata.

Gli studenti si fermarono.

Poi il bracciale di ognuno si attivò.

EVENTO DI COMPRESSIONE AVVIATO

Classi coinvolte: E – D – C – B

Durata: indeterminata

Punteggi: nascosti

Uscita: non disponibile fino a completamento evento

Un secondo di silenzio.

Poi il caos.

«Che significa durata indeterminata?!»

«Non ci sono punti?! Come facciamo a salire?»

«Questo non era nel calendario!»

Kael era in mezzo al flusso, immobile.

Osservava.

Non il messaggio.

Le reazioni.

La paura non era per il rischio fisico.

Era per l'assenza di numeri.

Senza punteggi, pensò,

non sanno chi sono.

Le classi vennero mescolate senza criterio apparente.

Studenti di Classe B si ritrovarono accanto a quelli di Classe E.

Chi era abituato a comandare perse immediatamente il riferimento.

Un ologramma centrale si accese nella palestra principale.

«Benvenuti all'Evento di Compressione.»

La voce era artificiale. Priva di emozione.

«Questo evento valuta la capacità di adattamento in assenza di gerarchie visibili.»

Qualcuno rise nervosamente.

«Bullshit.»

«Le regole sono semplici,» continuò la voce.

«Il complesso è diviso in settori.

Ogni settore contiene risorse limitate.»

Sul display apparvero mappe.

Dormitori.

Sale comuni.

Aree di addestramento.

«Il completamento dell'evento avverrà quando emergerà una struttura funzionale stabile.»

Un attimo.

«In altre parole,» concluse la voce,

«quando smetterete di distruggervi a vicenda.»

Kael abbassò lo sguardo.

Mentono, pensò.

Vogliono vedere chi distrugge meglio.

Le prime ore furono disordinate.

Gruppi che si formavano per istinto.

Studenti di Classe B che tentavano di comandare senza l'autorità dei punti.

Classi basse che obbedivano… o si ribellavano.

Rik si avvicinò a Kael.

«Dobbiamo unirci a qualcuno,» sussurrò. «Ora.»

Kael scosse la testa.

«Da soli verremo schiacciati.»

Kael lo guardò.

«In gruppo verremo osservati.»

Rik deglutì.

«E allora che facciamo?»

Kael rispose dopo qualche secondo.

«Aspettiamo.»

Nel Settore di Osservazione, le luci si abbassarono.

I valutatori seguivano i flussi.

«La maggior parte degli studenti sta cercando di ricreare le gerarchie precedenti,» disse uno.

«Normale,» rispose Maera. «Il sistema li ha addestrati a farlo.»

Arden non parlava.

Stava osservando una sola telecamera.

Kael.

Nel settore dormitorio, scoppiò il primo conflitto serio.

Un gruppo di Classe B cercò di requisire l'intera ala.

«Noi sappiamo come funziona Valencrest,» disse il loro leader. «Seguirete noi.»

Un ragazzo di Classe E fece un passo avanti.

«E se non lo facciamo?»

Il pugno arrivò prima della risposta.

Il caos esplose.

Kael osservava da lontano.

Non intervenne.

Non subito.

Vide come la violenza non creava ordine, ma frammentazione.

Vide come il gruppo più forte consumava energia nel controllare i più deboli.

Vide come la paura generava tradimenti interni.

Troppo rumore, pensò.

Troppa fretta.

Ore dopo, le risorse iniziarono a scarseggiare.

Cibo razionato.

Spazi contesi.

Turni di riposo rubati.

La tensione salì.

Fu allora che Kael parlò.

Era circondato da studenti di classi diverse. Nessuno lo stava ascoltando davvero.

«State ripetendo lo stesso errore,» disse piano.

Qualcuno si voltò.

«Quale?»

Kael indicò la palestra, ora divisa da barricate improvvisate.

«State combattendo per il controllo,» disse.

«Quando l'evento valuta la stabilità.»

Silenzio.

«Chi urla di più ora,» continuò,

«crolla per primo.»

Un ragazzo rise amaramente.

«E tu che ne sai? Non hai nemmeno una classe.»

Kael lo guardò.

«Appunto.»

Nel Settore di Osservazione, uno dei valutatori si sporse.

«Sta influenzando i gruppi senza prenderne il controllo.»

Maera serrò le labbra.

«Sta creando attrito laterale.»

Arden sorrise appena.

«No. Sta togliendo potere a chi lo vuole.»

La prima notte fu la peggiore.

Dormire significava esporsi.

Vegliare significava cedere stanchezza.

Kael non dormì.

Si sedette contro il muro, occhi semiaperti.

Rik lo raggiunse.

«Non capisco,» disse piano. «Potresti guidarli. Perché non lo fai?»

Kael rimase in silenzio per un po'.

Poi parlò.

«Perché un leader diventa il bersaglio.»

Rik strinse i pugni.

«E allora cosa sei?»

Kael rispose senza guardarlo.

«Un punto morto.»

Alle prime luci artificiali del mattino, qualcosa cambiò.

Un settore crollò.

Non per violenza.

Per esaurimento.

Studenti incapaci di collaborare.

Risorse sprecate.

Conflitti continui.

Il sistema prese nota.

STRUTTURA INSTABILE – FALLIMENTO

Un settore in meno.

La pressione aumentò.

E Kael capì.

Questo evento non seleziona i migliori,

seleziona chi sa far durare gli altri.

Alzò lo sguardo verso le telecamere.

Per la prima volta.

E sorrise appena.

Fine Episodio 15.

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